La malformazione di Chiari, la siringomielia e le condizioni correlate richiedono di eseguire alcune pratiche mediche con particolare cautela.
Una avvertenza importante arriva dall’Organizzazione mondiale della Sanità: “Le trazioni al tratto cervicale e i trattamenti chiropratici sono da evitare nel modo più assoluto per i pazienti che soffrono di Malformazione di Chiari, Siringomielia, ipoplasia del dente dell’epistrofeo, instabilità dell’osso odontoide, ernia del disco con progressivo deficit neurologico, invaginazione basilare, idrocefalo, ipermobilità congenita, presenza di dispositivi interni di fissaggio/stabilizzazione” (dalle Linee guida OMS su formazione di base e sicurezza in chiropratica, tradotto dall’edizione originale della World Health Organization del 2005, p. 27).
Un’altra pratica medica da evitare è la puntura lombare (o rachicentesi), che consiste nel prelevare dalla zona lombare un campione di liquor tramite un ago, ad esempio per verificare se è presente un’infezione o una malattia demielinizzante. Un prelievo di liquor provoca infatti una brusca diminuzione della pressione liquorale, che può spingere ulteriormente verso il basso le tonsille cerebellari e causare o peggiorare la compressione del tronco encefalico.
Per evitare perdite di liquor occorre anche praticare con cautela le anestesie epidurali (o peridurali) e spinali (o subaracnoidee), anche se l’utilizzo di aghi di ultima generazione rende questo rischio molto basso.
In caso di perdita liquorale e insorgenza di cefalea posizionale è importante praticare subito un blood patch (“pezza” ematica), prelevando alcuni millilitri di sangue del paziente e iniettandoli nel punto dove è stata fatta l’iniezione.
