Per il papà di Chiara – Risposta ad una lettera del papà della ragazzina scomparsa un anno fa a Torino dopo un intervento di decompressione cranio-cervicale

Come molti sanno, un anno fa moriva, a Torino, Chiara, una ragazzina affetta da Malformazione di Chiari e Siringomielia, che aveva subito un intervento di decompressione cranio-cervicale 20 giorni prima. Sull’evento sono in corso le indagini della Magistratura.

Qualche giorno fa Nicola, il papà di Chiara, mi ha inviato una lettera personale in cui ripercorre la dolorosa storia di sua figlia e mi chiede di darle spazio sul nostro sito, concludendo:

È calato il sipario sulla triste vita di Chiara lasciandoci nel vuoto più assoluto e nella disperazione che ci accompagnerà fino alla fine dei nostri giorni. E a lei Carlo le lascio fare le proprie considerazioni e se queste saranno all’unisono con le nostre, daranno luce e giustizia al nostro dolore e alle nostre lacrime. E a far sì che una tragedia del genere non si ripeta più, così il sacrificio di Chiara non sarà stato inutile e non verrà nemmeno insabbiato nel dimenticatoio della vita.

Desidero, dopo averne parlato con il Consiglio Direttivo, rispondere a questa lettera sul Sito di AISMAC.

Carlo Celada, Presidente AISMAC


Caro Nicola,

ho letto con grande commozione la Sua lettera, che ha riaperto in me, come nonno, il dolore che avevo provato lo scorso anno alla notizia della morte di Chiara.
Non mi è mai possibile, qualunque sia la motivazione che si può tentare di dare ad un evento come questo, giustificare il dolore innocente e la morte di un bambino.

Nella dettagliata successione degli eventi, come Lei ha descritto, in una continua alternanza di speranza e di disperazione, ho, se pure parzialmente, vissuto l’angoscia della famiglia che, come Lei ha dichiarato, avrebbe rilevato un atteggiamento da parte dei medici, che è sembrato di scarsa partecipazione e comprensione umana.

Se questo si è verificato, lo considero un fatto molto grave, perché ritengo che i parenti di un paziente, in particolare di un bambino, devono trovare nei medici e nel personale di un ospedale quell’empatia che è fondamentale per affrontare e superare “insieme” anche le difficoltà che si possono presentare.
AISMAC, da sempre, valuta questo elemento altrettanto importante della capacità tecnica di uno specialista.

Non posso entrare nella parte medica, che non è di mia competenza: d’altronde Lei mi ha confermato che sono state fatte perizie mediche per chiarire ogni passaggio del calvario di Chiara, e che tutto è depositato in Procura.

Noi vogliamo avere fiducia nei giudici e chiediamo che la verità, tutta la verità, venga alla luce: è nostro impegno seguire la causa fino alla sentenza, che faremo conoscere sul nostro sito.
Mi dispiace, caro Nicola, che fino ad allora non ci sia possibile pubblicare la Sua lettera, sia per attenerci a quanto richiesto da HON-CODE (il codice etico per l’editoria medico-scientifica, a cui il nostro sito si attiene), sia per rispettare l’aspetto della deontologia giornalistica, che prevede per ogni notizia almeno una sua controprova da fonte diversa.

Sono certo che la conoscenza della tragedia di Chiara, in una forma completa e che non possa in alcun modo essere soggetta a controversie, sarà di grande aiuto per tutti.

Sono vicino a Lei e alla Sua famiglia con grande affetto.

Carlo Celada