Idrocefalo

DEFINIZIONE

Il termine idrocefalo deriva dal greco: “Hydro” significa acqua, “Cephalus” significa testa. L’idrocefalo è un accumulo anomalo di fluido cerebrospinale (CSF) nelle cavità del cervello chiamate ventricoli. Il CSF viene prodotto nei ventricoli, circola attraverso il sistema ventricolare e viene assorbito nel flusso sanguigno. Il CSF circola continuamente e ha molte funzioni importanti. Avvolge il cervello e il midollo spinale e funge da cuscinetto di protezione contro eventuali colpi. Il CSF contiene le sostanze nutrienti e le proteine necessarie al nutrimento e al normale funzionamento del cervello. Inoltre trasporta i prodotti di scarto dei tessuti circostanti. L’idrocefalo si verifica quando vi è uno squilibrio tra la quantità di CSF prodotto e la rapidità a cui viene assorbito. Di mano in mano che il CSF aumenta, fa allargare i ventricoli e aumentare la pressione all’interno della testa.

L’idrocefalo congenito (presente alla nascita) si pensa sia provocato da una interazione complessa di fattori ambientali e forse genetici. Due esempi sono la stenosi dell’acquedotto e la spina bifida. L’idrocefalo acquisito può derivare da una emorragia intraventricolare, da meningite, da trauma alla testa, tumori o cisti. Si ritiene che l’idrocefalo si manifesti in circa 2 su 1.000 nati. Non si conosce l’incidenza dell’idrocefalo contratto in età adulto e dell’idrocefalo acquisito.

TRATTAMENTO

Non si conosce un modo per prevenire o curare l’idrocefalo. La cura più efficace è l’impianto chirurgico di uno shunt. Come metodo di cura alternativo per l’idrocefalo è sempre più diffusa la terzoventricolostomia endoscopica (ETV).

Questa notizia è stata fornita dalla Hydrocephalus Association. Si possono ottenere altre informazioni dal suo sito web http://www.hydroassoc.org/.

 

Testo tratto dal sito Chiari Connection International

 

Ultimo aggiornamento: gennaio 2017