L’invalidità e la legge 104

ATTENZIONE: questa sezione non è aggiornata. Per aggiornamenti consultare la “Guida alle agevolazioni fiscali per i disabili 2016” dell’Agenzia delle Entrate e la “Guida ai diritti dei cittadini con disabilità” (nov. 2014) a cura del Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS.


Le malattie rare non sono sempre invalidanti

Essere portatori di una malattia rara non comporta necessariamente il diritto ad essere riconosciuti invalidi: l’invalidità, infatti, è riconosciuta sulla base delle condizioni fisiche di una persona e non automaticamente per il fatto che la stessa abbia una certa malattia.

La Malformazione di Chiari 1 e la Siringomielia sono patologie che non provocano sintomi e/o conseguenze invalidanti a tutti quelli che ne sono affetti. Ci sono persone che, pur avendo AC1 e/o SM, sono asintomatiche e fanno una vita normale.

Pertanto le indicazioni contenute in questa pagina sono dedicate a quei pazienti le cui condizioni fisiche sono effettivamente invalidanti.

Legislazione socio-assistenziale e previdenziale per le persone disabili

Il principale testo legislativo di riferimento per le persone disabili è la Legge 5 febbraio 1992, n. 104, che, con le modifiche introdotte dalla Legge 8 marzo 2000, n. 53 e dal D. L. 26 marzo 2001, n. 151, costituisce la “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate“.

Evidenziamo qui di seguito i primi tre articoli, che ne enunciano i principi generali:

  1. La Repubblica:
    • garantisce il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società;
    • previene e rimuove le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona handicappata alla vita della collettività, nonché la realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali;
    • persegue il recupero funzionale e sociale della persona affetta da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali e assicura i servizi e le prestazioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle minorazioni, nonché la tutela giuridica ed economica della persona handicappata;
    • predispone interventi volti a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale della persona handicappata.
  2. Principi generali:
    La presente legge detta i principi dell’ordinamento in materia di diritti, integrazione sociale e assistenza della persona handicappata. Essa costituisce inoltre riforma economico-sociale della Repubblica, ai sensi dell’articolo 4 dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 5.
  3. Soggetti aventi diritto:
    • É persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.
    • La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative.
    • Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.

Un altro riferimento importante per la tutela delle persone disabili è la recente ratifica da parte del Parlamento italiano (24 febbraio 2009) della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (vedi).

Principali agevolazioni riconosciute alle persone disabili

La legge-quadro 104/1992, insieme ad altri provvedimenti degli organi statali e/o regionali emanati in tempi diversi (non solo leggi e decreti, ma anche risoluzioni, circolari, sentenze,…), prevedono per le persone disabili innumerevoli agevolazioni nei più diversi settori.
Tra le agevolazioni principali citiamo in particolare:

  • erogazione di indennità di accompagnamento, indennità mensile di frequenza, assegno d’invalidità o pensione di inabilità, previo riconoscimento dello stato di invalidità.
    L’indennità di accompagnamento è rilasciata in caso di invalidità totale ed è indipendente dal reddito e dall’età del disabile (v. L. 11 febbraio 1980, n. 18).
    L’indennità mensile di frequenza a scuole, centri di formazione, centri occupazionali o centri di riabilitazione viene erogata ai minori riconosciuti disabili e con un reddito non superiore a una cifra determinata (v. L. 11 ottobre 1990, n. 289).
    L’assegno mensile di assistenza viene erogato alle persone fra i 18 e i 65 anni di età, con un grado di invalidità compreso fra il 74% e il 99%, e con un reddito minimo (v. L. 30 marzo 1971, n. 118 e successive integrazioni). Per gli invalidi che hanno compiuto i 65 anni di età, l’assegno mensile è trasformato in assegno sociale (L. 335/1995).
    La pensione di invalidità o inabilità viene erogato alle persone fra i 18 e i 65 anni di età, con un grado di invalidità del 100% e con un reddito non superiore a una cifra determinata. E’ compatibile con l’indennità di accompagnamento (v. L. 30 marzo 1971, n. 118)
  • esenzione dal ticket sanitario (N. B.: l’esenzione dal ticket riguardante gli invalidi civili è stato stabilito dal D.M. 1° febbraio 1991 ed è altra cosa rispetto all’esenzione dal ticket per malattie rare)
  • detrazioni fiscali per
    • figli a carico (detrazione Irpef)
    • veicoli (detrazione Irpef, IVA agevolata, esenzione dal bollo…)
    • mezzi di ausilio e sussidi tecnici e informatici (detrazione Irpef, IVA agevolata…)
    • abbattimento delle barriere architettoniche (detrazione d’imposta sulle spese sostenute)
    • spese sanitarie (possibilità di dedurre dal reddito complessivo l’intero importo delle spese mediche generiche e di assistenza specifica)
    • assistenza personale (possibilità di dedurre dal reddito complessivo gli oneri contributivi versati per il personale preposto)

    (per approfondimenti consultare la “Guida alle agevolazioni fiscali per i disabili” dell’Agenzia delle Entrate).

  • agevolazioni sanitarie (erogazione gratuita di ausili, rimborsi parziali per cure all’estero…)
  • agevolazioni abitative (punteggio per l’assegnazione di case popolari, finanziamento di interventi per la permanenza nelle proprie abitazioni, quota di riserva di alloggi per disabili, istituzione e sostegno di comunità-alloggio e case-famiglia, ecc.)
  • agevolazioni per il lavoro (permessi lavorativi retribuiti, iscrizione nelle liste speciali del collocamento, tutela del posto di lavoro, agevolazioni pensionistiche…)
  • agevolazioni per lo studio (indennità di frequenza scolastica per i minori, sostegno all’inserimento scolastico, organizzazione di corsi di formazione e attività extrascolastiche…)
  • agevolazioni per la mobilità (per la circolazione dei veicoli privati e per l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici).

I familiari di persone disabili hanno diritto a permessi lavorativi retribuiti e congedi straordinari retribuiti fino a due anni (N.B. la normativa in materia di congedi retribuiti, originata dal D.L. 151/2001 a tutela della maternità e paternità, è stata successivamente estesa a fratelli e sorelle, coniugi conviventi e, da quest’anno, anche ai figli di soggetti disabili).

È importante sapere che il rilascio delle agevolazioni è proporzionato al grado di invalidità riconosciuto e che taluni benefici possono variare da città a città.

Per approfondimenti e aggiornamenti consigliamo i siti:

e le tre recentissime guide a cura del CNMR

Per informazioni e supporto è possibile rivolgersi alle sedi provinciali dell’ANMIC – Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili.
Anche presso moltissime amministrazioni locali (regionali, provinciali, comunali) esistono uffici preposti o sportelli informativi per i disabili.

Il riconoscimento dell’invalidità civile

Il processo di riconoscimento dell’invalidità civile è stato recentemente riformato sulla base dell’art. 20 del D. L. 78/2009 convertito nella legge 102 del 3/8/09 (Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile). Gli aspetti organizzativi e procedurali del nuovo sistema sono stati definiti dall’INPS nella determinazione n. 189 del 20/10/2009 e illustrati dalla circolare n. 131 del 28/12/2009.

La riforma è entrata in vigore il 1° gennaio 2010. A partire da questo termine, le domande di invalidità civile, handicap e disabilità dovranno essere inoltrate all’INPS esclusivamente per via telematica in abbinamento alla documentazione del medico certificatore. Per la descrizione dettagliata della procedura, v. la circolare INPS in allegato.

Fino a non molto tempo fa, il rilascio dell’indennità di accompagnamento era condizionata a rivedibilità, con la conseguente necessità di visite periodiche di controllo. La legge 9 marzo 2006, n. 80 prevede che i cittadini a cui è stato riconosciuta l’indennità di accompagnamento e siano affetti da patologie o menomazioni ingravescenti o stabilizzate, non devono essere più sottoposti a visita di accertamento e revisione (purtroppo questa legge non è ancora sufficientemente applicata: v. Campagna di mobilitazione e informazione sulla legge 80 di Cittadinanzattiva).

Ultimo aggiornamento: gennaio 2010