Associazione di malformazione di Chiari di tipo I e sindrome del midollo ancorato: risultati preliminari del sezionamento del filum terminale, del dott. Thomas H. Milhorat e altri

Siamo lieti di presentare, nella sua versione completa pubblicata su Surgical Neurology, tradotta in italiano da Titti e Orfeo Mazzella a cura di AISMAC, lo studio fatto dal Prof. Th. H. Milhorat e al. sulla possibile associazione fra Malformazione di Chiari1 e Sindrome del midollo ancorato.
Ricordiamo che la presentazione di questo studio è stata fatta, in anteprima, al Congresso del 7-9 Maggio (Consensus Conference) a Milano dallo stesso Prof. Milhorat e dal dott. Bolognese, che ci ha autorizzato la traduzione e la pubblicazione sul nostro Sito.

Si tratta di una pubblicazione che riporta I risultati, molto bene documentati, in una serie di 244 adulti e 74 bambini, presentando con grande precisione i loro sintomi. Lo studio è stato definito “un modello di eccellenza nella valutazione clinica di una sindrome e nello stabilire gli obiettivi e le linee guida per il suo trattamento”.

E’ stato evidenziato che questa sindrome si rileva in pazienti con una fossa cranica posteriore di dimensione normale, e, in molti casi, con una posizione del cono midollare a livello o addirittura al di sopra di L1/L2, che presentano sintomi di MC1 e di sindrome del midollo ancorato.

Questo lavoro, dedicato in particolare ai medici che si occupano di queste patologie, non è il punto di arrivo ma un fondamentale punto di partenza per affrontare quella serie di patologie, che con eccessiva semplificazione sono state troppo spesso, fino ad ora, definite in modo generico come “sindrome di Chiari1” e dà una nuova chiave di lettura per la comprensione della mancata riuscita di interventi chirurgici, insieme con una importante base dalla quale partire per nuove ricerche.

Noi intendiamo diffondere nel modo più appropriato questo lavoro al maggior numero possibile di medici, specialisti e generici, e invitiamo tutti i pazienti che leggeranno questo articolo a portarlo ai loro medici: sarà un importante azione di diffusione e conoscenza che potrà essere determinante per affrontare e vincere le nostre patologie.

NOTA IMPORTANTE PER IL PAZIENTE LETTORE

Data la difficoltà del testo, suggeriamo al paziente (non medico) di leggere questo articolo leggendo per primo l’”Abstract”, poi le “Conclusioni”, successivamente la “Introduzione” e poi la sezione “Materiali e metodi. Successivamente vedere le “Figure” e le “Tabelle”, che forniscono i dati in modo chiaro e completo. La “Discussione” riassume in particolare le possibili ovvie critiche che questo studio e questo articolo potranno sollevare.

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